• Ci sono luoghi verso I quali sogni di andare e luoghi che ti chiamano all’improvviso. Il Cammino di sant’Olaf ci ha convocato in modo discreto ma forte, con il suo esotismo scandinavo e la promessa di giorni senza notti. Come sottrarsi? Siamo gente avventurosa. Forse dei pellegrini.”
    Sergio Valzania, scrittore

     

    Piergiorgio Odifreddi“Il fatto che riparta per il cammino nordico, dopo aver già fatto quello di Compostela, e’ un chiaro trionfo dell’ottimismo sull’esperienza.
    Una piccola differenza per gli ascoltatori, ma una grande differenza per noi, é che questa volta sarò io a fare la staffetta, insieme ad Alessandro Barbero. Mentre sarà Valzania a fare tutto il percorso. Il che, in fondo, significa che ci siamo comunque reciprocamente influenzati: mentre io sono diventato un po’ come lui, lui’ e’ diventato un po’ come me. Probabilmente, sbagliando entrambi.”

    Piergiorgio Odifreddi, matematico e scrittore

    “Siamo partiti insieme, siamo stati insieme e insieme abbiamo peregrinato; abbiamo corso entrambi una stessa fortuna e una stessa sorte dice Don Chischiotte a Sancho Panza per convincerlo a ripartire  in cerca di avventure. Un po’ così è anche per noi, di nuovo insieme sulla strada, a piedi, con ritmi antichi di movimento e di pensiero allegri e giulivi perché così vuole il nostro bisogno”.
    Lorenzo Sganzini, direttore della Rete Due della Radio Svizzera di lingua italiana

     

    Alessandro Barbero“Non molti santi hanno un curriculum come quello di sant’Olaf, re di Norvegia, che dopo aver partecipato da giovane alle spedizioni vichinghe ed essersi aperto la strada a colpi di spada fino al trono decise di obbligare il suo popolo a farsi cristiano, e procedette spietatamente a massacrare chi si opponeva, finché non venne ammazzato in battaglia, con la cotta di maglia addosso e la scure in pugno, dai suoi stessi sudditi furibondi. Le rappresentazioni di Olaf, comunissime in tutta la Scandinavia, lo raffigurano trionfante, in atto di schiacciare con i piedi il disgraziato guerriero che nella realtà lo uccise; oppure con in mano la scure che aveva brandito tante volte in battaglia. Che tipo di fedele andrà in pellegrinaggio al santuario di un personaggio del genere? Ecco una domanda che vale il viaggio verso le foreste del Nord e le loro temutissime zanzare.”
    Alessandro Barbero, storico e scrittore

    Dopo Santiago, le due Francigene, la Grecia e il veleggiare fra Venezia e Istanbul, questa volta passo dopo passo camminerò verso Nord, fino alla imponente cattedrale medievale di Trondheim, dove riposa da 1000 anni il re Vichingo Olaf il Massiccio, Olaf il coraggioso. Partirò da Hjerkinn, minuscolo avamposto circondato da una brughiera deserta , come dice la guida. Scura, profonda, selvaggia, la Norvegia è una terra estrema, utopica, incontaminata, in bilico fra cielo e terra. Che lo siano anche i miei pensieri! E buon viaggio a tutti…”
    Linda Brunetta, sceneggiatrice

    

scrivici a laviadiolaf@rai.it

Credits e ringraziamenti

un programma di Sergio Valzania
a cura di Giovanna Savignano

con la collaborazione
dell’Ambasciata Norvegese in Italia


e dell’Ente Turistico Norvegese



e un ringraziamento particolare agli amici del sito


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